La Favola del sughero

C’era una volta… Un bosco vicino al mare …

Un maestoso albero guardandosi intorno notò un tappo di bottiglia:
“Che cosa sei, così minuscolo?”
“Un tappo di sughero! Sono saltato qui dopo una festa! Piuttosto tu cosa sei, così alta?”
“Io sono quercia da sughero!”
I due si guardarono con attenzione e capirono somigliarsi parecchio: erano fatti della stessa materia elastica e leggera.

All’improvviso arrivò planando a curiosare un’aquila reale.
“Siete molto carini insieme, siete proprio fatti della stessa pasta. E nemmeno lo sapete!”
“Come è possibile?” chiesero i due in coro.
“Vi racconto una storia”, disse l’aquila, “Quando compirai 25 anni, cara Sughera, arriveranno degli abili artigiani ad estrarre la parte più esterna della tua corteccia, senza danneggiarti, né farti alcun male, questa operazione si chiama decortica, lo faranno ogni 10 anni per tutta la tua vita!”
“E io?” chiese il tappo.
“Aspetta un momento. La corteccia estratta è proprio il sughero, stagionato e lavorato, di cui tu sei fatto! E’ questo materiale che vi rende entrambi così speciali. Quercia, la tua corteccia è resistente, impermeabile e molto elastica!Hai mai notato come riesci a resistere alle intemperie e al fuoco? E quanto sei importante per l’ambiente? Grazie alla tua speciale corteccia rilasci tanta aria pulita e trattieni anidride carbonica!
“Wow!” disse la Quercia.
“Wow” fece eco il tappo: “Lo sai che hai ragione, Aquila? Anche io sono impermeabile, elastico e resistente e per questo riesco a conservare così bene l’aroma del vino nel tempo!”.

La quercia e il tappo si guardarono orgogliosi e contenti: avevano finalmente capito. Era il sughero a legarli, un materiale davvero unico e speciale.

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